Lago d'Orta Cusio
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Arte e Cultura

Il Cusio, questo habitat naturale che si snoda sulle rive del Lago d’Orta e nelle valli limitrofe, ha una storia molto antica. Ritrovamenti archeologici testimoniano insediamenti preistorici, e i romani fondarono diversi “Castrum” lungo la così detta Via Settimia che, diramandosi dalla Via Francisca, attraversava la pianura novarese e quindi il Cusio e le Prealpi, puntando verso il Sempione.
Nel Medioevo il Cusio, snodo importante nelle vie commerciali, conobbe una certa autonomia, almeno per quanto riguarda quella manciata di borghi che vissero fieri la propria indipendenza per molti secoli: la Riviera di San Giulio.
Il territorio, la cui storia si fonde con quella di Novara e dei suoi Vescovi feudatari, fu poi conteso anche tra Visconti, Sforza e Savoia, che lasciarono il segno della loro presenza.

Una storia antica che ha lasciato molti segni, sia artistici che culturali: ponti romani, chiese paleocristiane poi ampliate nell’affascinante e maestoso stile romanico-novarese, tradizioni e culti le cui origini si perdono nella notte dei tempi.

E poi le tradizioni legate all’ambiente naturale del Cusio: da una parte il Lago con il suo fascino e la sua cultura, dall’altra le valli, innanzitutto la Valstrona, con le tradizioni tipicamente legate ad un ambiente impervio ed agricolo com’è la montagna. Leggende, saghe, misteri legati anche alla presenza di grotte e caverne, un mondo di magia e di superstizione che ancora oggi si respira nei paesi di montagna.

Anche nella storia più recente il Cusio dimostra il proprio estro creativo e un dinamismo che ha certamente origini antiche: gli antichi mestieri degli artigiani, che oggi si ricordano attraverso mostre e musei (scalpellini, ombrellai, tornitori del legno ecc.) non mancano di concedere spazio ad idee nuove, che nel dopoguerra rilanciano la zona come centro industriale, come è successo nel caso dell’industria del casalingo, a Nord del lago, e della rubinetteria, nella zona a Sud e Ovest del Lago.
E accanto all’imprenditoria, non manca l’arte, anche quella moderna, quella di Antonio Calderara che qui ha voluto situare la sua Fondazione e la sua collezione, o quella del cinema, che ha talvolta saputo approfittare del naturale splendido scenario del Lago d’Orta.

Il Cusio ha molto da offrire al visitatore, al turista, a chi si trova a passare per caso o a chi soggiorna per qualche tempo: meraviglie della natura, lago e montagna in un amalgama che offre panorami indimenticabili; opere artistiche, dalle chiese romaniche ai palazzi signorili, dai castelli alle esposizioni moderne; tradizioni e folklore, da assaporare nei tanti eventi che si celebrano intorno al Lago d’Orta e nei borghi, come Sagre o Feste patronali; usi e costumi che l’uomo contemporaneo rischia di far scomparire e dei quali è necessario preservare la memoria; lavori del passato, testimoni delle difficoltà che vissero i nostri nonni, e lavori moderni, testimoni della capacità dell’uomo di rinnovarsi e di inventare.

Natura, arte, storia, tradizioni sacre e profane, mestieri, e certamente ancora molto di più, e su tutto un denominatore comune: il Lago d’Orta con quel suo diamante incastonato, l’Isola di San Giulio.

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