Casale Corte Cerro
Casale Corte Cerro ha un nome che narra una storia molto antica ed avvincente.
Oggi la cittadina, che si trova a Nord di Omegna, leggermente appartata lungo la strada che sale verso l’Ossola e il Lago Maggiore, appena prima di Gravellona Toce, conta poco più di 3000 abitanti, e la sua economia è basata su industria (prevalentemente legata alla produzione di casalinghi e forniture bar e ristoranti) e commercio.
Il Comune di Casale comprende inoltre la prima cima della Valle Strona, il Monte Cerano (1702 metri), dal quale la vista spazia sul Lago d’Orta a Sud, sul lago Maggiore a Est, e sul Lago di Mergozzo, il Toce e la sua valle a Nord. Ai piedi del monte, in un naturale spartiacque pianeggiante tra il rilievo e il fiume Toce, lungo una delle vie che salivano verso il passo del Sempione, in una posizione strategica, l’uomo trovò un naturale insediamento fin dall’epoca preistorica.
Fu in epoca romana che acquistarono rilevanza commerciale le grandi arterie volute dall’Impero, e quindi anche quella che dalla pianura e da Novara, saliva passando lungo il Lago d’Orta per raggiungere le Alpi lungo la Val d’Ossola. E i ritrovamenti archeologici testimoniano l’esistenza di un centro abitato nella zona. Il nome di Cerro deriva probabilmente da quello degli alberi che popolavano i boschi dei rilievi limitrofi, ricchi un tempo di cerri. Nel medioevo il toponimo si arricchisce dell’epiteto di Corte, a testimoniare la sottomissione feudale del borgo ai dominatori patrizi, vari, che si alternarono nel corso dei secoli. Nel medioevo Corte Cerro era sicuramente fortificato, con le sue mura e il suo castello, a causa delle continue lotte e battaglie per il possesso di un punto strategicamente importante.
Nel XIV sec. le rivalità fra dominatori portarono alla distruzione del borgo, tanto che in parte gli abitanti fuggirono lungo il rilievo della montagna, in parte lasciarono tutto e si insediarono altrove (pare che il nome di Cerro, paese vicino a Laveno, sulla sponda orientale del Lago Maggiore, possa derivare da una colonia di fuggiaschi insediatasi qui). Casale Corte Cerro è dunque il nome del nuovo insediamento, sorto nei casali montani, sulle ceneri del precedente borgo situato nella piana. E fu probabilmente la presenza di diversi insediamenti agricoli il motivo per cui oggi Casale comprende numerosi frazioni: Ramate, Montebuglio, Arzo, Cafferonio, S. Anna, Pramore, Cassinone.
Nei pressi di Gravellona Toce rimangono le tracce del passato di borgo medioevale: una chiesetta risalente all’XI secolo, e i ruderi delle antiche mura e di un torrione dell’antico maniero.
In paese, meritano una menzione la Chiesa Parrocchiale di San Giorgio martire, le cui origini sono attestabili fin dall’XI secolo, nonostante i successivi rimaneggiamenti. La festa patronale della fine di aprile, dedicata a San Giorgio, rappresenta ancora oggi il legame della popolazione con il suo santo patrono.
Il Complesso del Getsemani, realizzato a partire dagli anni ’50 del Novecento, è un vero e proprio santuario immerso nel verde. Progettato dall’architetto Ildo Avetta e voluto dal professor Luigi Gedda, comprende una salita con stazioni della Via Crucis, una Chiesa, un frantoio e un percorso devozionale che si dirama dal frantoio lungo 4 viali. Attualmente il complesso è in restauro.
Al turista del giorno d’oggi Casale Corte Cerro offre anche una fitta rete di sentieri che salgono lungo le pendici boschive dei rilievi: non solo il monte Cerano ma anche il monte Zuccaro. Monti noti soprattutto per le viste spettacolari che offrono all’escursionista.
Storia e natura, devozione e tradizioni popolari, in una parola, anzi in tre … tre C, Casale Corte Cerro.