Invorio
Invorio, la “Porta del Vergante”, è una cittadina che oggi conta meno di 4.000 abitanti, ma che conserva testimonianze della sua ricca storia. Le sue origini risalirebbero all’epoca pre-romana, e il nome, forse di origine celtica, è attestato da documenti precedenti l’anno 1.000.
La cittadina si erge nel territorio che separa il Lago Maggiore del Lago d’Orta, lungo il declivio meridionale del Mottarone, che scende verso la pianura novarese. Invorio segna il confine meridionale della zona fra i due laghi, il Vergante.
La Torre Viscontea rappresenta il simbolo di Invorio: si erge al centro del nucleo abitato, all’interno di una proprietà privata, ed la parte meglio conservata del Castello dei Visconti, un complesso di edifici risalente al XII-XIII secolo, andato distrutto nel corso del XIV secolo. Si tratta di una torre in sasso lavorato, a pianta quadrata, alta 5 metri. Orna la parte sommitale una merlatura a coda di rondine, aggiunta nel XIX secolo. Alle vicende del Castello e della sua torre è legata la storia di Margherita Visconti Pusterla, sposa di Francesco, qui imprigionata e uccisa, secondo la tradizione per volere del cugino Luchino Visconti, signore di Milano, invaghitosi di lei e respinto. A Margherita Pusterla è ancora oggi intitolata una via di Invorio.
A S. Marta è dedicata la Chiesa al centro di Invorio, un tempo Parrocchiale, risalente all’XI secolo. Il ruolo di Chiesa Parrocchiale venne preso invece dalla Chiesa, originariamente monastero legato ai possessi dei monaci di Cluny, dedicata ai Santi Pietro e Paolo. La chiesa risalirebbe al XIII secolo, fuori dal centro abitato, e ancora oggi si erge isolata nella cornice di un imponente sagrato. L’adiacente campanile venne costruito nel corso del XVII secolo, in seguito ad un voto della popolazione per salvarsi dalla peste, che allora imperversava anche in queste zone come a Milano.
L’abitato si divide per tradizione in due zone adiacenti, una più a Nord e l’altra più a Sud. Invorio Superiore, il cui toponimo è attestato fin dal medioevo, è oggi considerata frazione di Invorio. Numerose anche le altre frazioni, gruppetti di case e di storiche cascine, spesso accompagnate da edifici sacri, vere e proprie chiese o cappelle minori, che popolano il vasto territorio collinare di Invorio: Orio, Talonno, Mescia, Mornerona e Barquedo. Colline boscose e ricche di acque, fra cui quelle del torrente Agogna, che dal Mottarone scende il Vergante verso Borgomanero e quindi attraversa l’intera pianura novarese.
Storia, natura, tradizioni: un borgo ricco e fuori dagli itinerari più noti e battuti sia del Lago d’Orta che del Lago Maggiore. Un borgo tutto da scoprire: Invorio.