

Omegna chiude il Lago d’Orta all’estremità settentrionale, incastonata tra il Mottarone e la Valle Strona sulla piana creata dal torrente Strona che confluisce nell’emissario del Lago, il fiume Nigoglia, che finisce più a Nord delle acque del Toce e quindi del Lago Maggiore.
E’ la cittadina del Lago, la più popolosa e la più importante: conta oggi ca. 15.000 abitanti ed è attualmente conosciuta come la città dei casalinghi, grazie allo sviluppo industriale dell’ultimo secolo. Lagostina, l’azienda della pentola a pressione e poi della pastaiola, ma anche Bialetti e la sua moka, Girmi, Piazza, e poi Alessi. Un patrimonio di storia recente da salvaguardare e al quale oggi è dedicato un adeguato spazio espositivo nel Forum, grazie all’interesse del Comune con la Fondazione Museo Arti e Industria “Forum” (>vedi).
Ma la storia che racconta Omegna è molto più antica: le origini romane della città sono visibili già nel nome, derivante dall’antico nome latino di Vicus Omenia, poi Voemenia, nomi la cui origine è oscura e lascia spazio alle più suggestive delle ipotesi. Nel medioevo era un borgo fortificato nella cui cinta muraria si aprivano cinque porte. Oggi Omegna ne conserva ancora una, la Porta Antica.
Sicuramente il punto di attrazione più suggestivo della città è il lungo lago, un percorso pedonale lungo le sponde delle acque cusiane ammirando portici e panorami sulla baia. Proprio là dove esce la Nigoglia, “il fiume che va in su” a dir della gente, si apre la suggestiva Piazza XXIV Aprile, con i suoi portici antichi e le dimore di origine medioevale e rinascimentale. Nelle antiche case dei Bazzetta de Vemania soggiornarono personaggi illustri, come Antonio Rosmini, che della zona si innamorò e infine morì poco lontano, a Stresa, e il suo amico degli anni milanesi Alessandro Manzoni, e il politico torinese Massimo d’Azeglio, che del Manzoni sposò la figlia e che trascorse gli ultimi anni di vita sul Lago Maggiore, redigendo le sue memorie.
Tutto il centro della cittadina conserva dimore molto eleganti, con balconi decorati a ferro battuto, portali, decorazioni a rilievo, portici con capitelli che portano il visitatore in secoli diversi, come gli edifici rinascimentali accostati a quelli seicenteschi o successivi fino al barocco. In Piazza Andrea Beltrami sorgono il Battistero e la Collegiata di Sant’Ambrogio, chiesa romanica risalente al XII secolo, e che di quest’epoca conserva la facciata e il campanile in pietra con bifore e trifore.
Omegna ricca di storia e di tradizioni popolari, città di lago con il suo pontile per il battello che d’estate porta a Orta e all’Isola di San Giulio, città di monti che riposa a fondovalle della Val Strona a occidente, e vegliata dal Mottarone a levante. Una città ricca di cultura, amata da personaggi famosi, e che diede i natali a Gianni Rodari, la cui casa è divenuta meta di visite.
Una città che negli ultimi decenni ha visto crescere l’impegno nel salvaguardare il proprio patrimonio storico-culturale, senza trascurare nuovi interessi e nuove iniziative legate alle prosperità della vita industriale della zona: un Parco letterario dedicato ai bambini in memoria di Rodari, un Forum dedicato alla produttività industriale dei casalinghi, un nuovo impegno floreale riconosciuto dal Concorso Comuni Fioriti del Piemonte, un impegno anche nell’organizzazione di eventi culturali e legati alla tradizione, come la Festa di San Vito, il patrono, celebrata ogni anno all’ultima domenica di agosto, da quando le spoglie del Santo vennero trasportate e deposte nella Collegiata di Sant’Ambrogio.
La Festa di San Vito è uno degli eventi popolari tradizionali più importanti del Cusio, ormai celebrata con eventi culturali, sportivi, ludici, e anche quelli religiosi, durante tutta la seconda metà del mese di agosto.
Degne di nota anche le numerosi frazioni di Omegna.
A Crusinallo, verso Gravellona Toce, la frazione più estesa e popolosa (conta ben 4000 abitanti), Comune a sé fino al 1928, si trovano le principali industrie del casalingo: Lagostina, Alessi, Piazza, Bialetti, Girmi.
Bagnella si trova invece sulle sponde del lago alla foce del torrente Fiumetta, e, come suggerisce il nome, rappresenta la méta di accesso alla spiaggia pubblica e al lido per i cittadini. Da Omegna la si può raggiungere anche con una pista ciclabile, percorribile anche a piedi, lungo le sponde del lago.
Agrano si trova tra Omegna e Pettenasco, sulle pendici del Mottarone. Una località nota per il ritrovamento di una mummia, “la morta di Agrano”, oggi frequentata soprattutto dagli escursionisti. Uno degli alpeggi è stato recentemente recuperato da una cooperativa agricola, “Il glicine”, divenendo agriturismo e sede di attività didattiche per le scuole, rientrando nel progetto dell’Ecomuseo Cusius.
Da citare anche le altre frazioni di Omegna: Cireggio, Borca e Canova del Vescovo.
Omegna, la cittadina del Lago d’Orta, fulcro delle attività della zona: da visitare e da vivere.