Lago d'Orta Cusio
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Orta San Giulio

Orta (dal latino Hortus conclusus) è oggi annoverata nella lista de “I borghi più belli d’Italia”. Qualcuno “lo ha definito un tempo un acquerello di Dio” (Markus Werner). Il borgo sorge all’estremità di un promontorio che si protende nel lago, quasi a voler raggiungere quel lembo distaccatosi, l’Isola di San Giulio, da cui lo separano solo poche centinaia di metri (ca. 400).

Un paese piccolo, che attualmente conta meno di 1.200 abitanti, ma un gioiello prezioso da salvaguardare e del quale ci si innamora facilmente: vie e contrade a misura d’uomo, scorci sul Lago, negozi, palazzi, e nessun problema di traffico, essendo il borgo chiuso alle auto.

Il cuore del borgo è la piazza intitolata a Mario Motta, uno dei più attivi partigiani del Cusio. Ma questa è storia recente, mentre ben più antica è quella che ci narra la Piazza, il salotto contornato da portici su tre lati che si affaccia sulle sponde del Lago e sulla vicina Isola di San Giulio, spesso scelto come scenografia per le foto agli sposi novelli, teatro di attività culturali e della vita del paese. Sul lato settentrionale della Piazza, ma isolato ed indipendente, il Palazzo della Comunità: qui si riuniva il Consiglio della Comunità della Riviera, quello stato/feudo del Cusio che conobbe secoli di indipendenza grazie al beneplacito dei nobili vescovi di Novara. Il Palazzotto, o Broletto, sorse nel 1582, e presenta ancora le fattezze tardorinascimentali di tanti palazzi comunali d’Italia, seppure in miniatura. Un ampio porticato a lati di due e tre arcate sostiene il piano superiore, collegato tramite una scala esterna, occupato da un’unica grande sala con le finestre che si aprono sulla piazza. Nella sala è conservato un affresco barocco, la Madonna e i santi Francesco e Giulio, i due simboli della Comunità, l’uno al quale è dedicato il Sacro Monte che domina l’altura, l’altro che riposa sull’Isola dirimpetto. All’esterno gli stemmi dei Vescovi di Novara succedutisi al governo del feudo rivierasco. Il palazzo era sede anche del Tribunale, come attesta l’iscrizione sopra la porta d’Ingresso e l’affresco della Giustizia. Decorano la facciata anche due meridiane. Sul retro un affresco misterioso raffigura una dama affacciata alla finestra. Il fulcro della vita sociale e politica della Riviera rimane a testimonianza di un passato orgoglioso e indipendente, un aspetto che oggi dona al luogo ancor più amenità. Il Palazzotto e la piazza, naturalmente, il salotto del popolo: dal 1228 in questo fulcro vitale del borgo, al mercoledì, si tiene il mercato.

Da Piazza Motta si diramano diverse vie, molto suggestive e caratteristiche, ricche di palazzi signorili, i cui stili variano dal tardo-rinascimentale al neoclassico e che presentano interessanti fregi, portali, loggiati, balconi in ferro battuto, porticati … La salita alla Motta (altura; verso il Sacro Monte) porta alla Chiesa Parrocchiale, dedicata a S. Maria Assunta, la cui facciata è frutto di una ricostruzione settecentesca, il protiro seicentesco, mentre il portale in serpentino di Oira, la rinomata pietra verdastra estratta nelle cave del paese omonimo sulla sponda occidentale, è databile al 1485. All’interno, in una delle cappelle, uno dei principali esempi pittorici del primo seicento lombardo, opera di Giulio Cesare Procaccini, che raffigura San Carlo Borromeo in processione a Milano, nei tetri anni della peste. Proseguendo alla destra della Chiesa di S. Maria Assunta si può raggiungere il Sacro Monte di Orta, definito dall’Unesco Patrimonio mondiale dell’Umanità, distante poche centinaia di metri (10 minuti a piedi).

Piazza Motta è invece punto di partenza per altre esplorazioni del borgo e dei suoi rioni, come quello verso nord,  la zona Villa, un susseguirsi di edifici d’epoca con balconi decorati a ferro battuto, l’altra verso sud e la zona di Moccarolo, un rione residenziale nel quale non mancano ville con giardini che danno direttamente sul lago. Palazzi signorili che si alternano anche a residenze più modeste: dimore semplici, spesso dalle fondamenta medioevali, dove abitavano pescatori e artigiani. Ed è anche il punto di partenza per la visita, da non perdere, al gioiello gemello di Orta e prezioso quanto il borgo, l’isola di San Giulio.

Orta San Giulio, un borgo affascinante nel quale sono racchiuse tutte le caratteristiche dell’intero Cusio: arte, natura, tradizioni, cultura, e soprattutto paesaggi e scorci sul Lago d’Orta, sui monti, le viuzze, le piazzette, i palazzi e le case con i tetti d’ardesia, le acque, le botteghe artigiane, le vecchie barche dei pescatori, quel misto di romantico e pittoresco che affascina e conquista.


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