Pogno
Situato a ca. 460 metri s.l.m., tra Gozzano e San Maurizio d’Opaglio, deviando sulla via che porta a Borgosesia, ecco Pogno, un paese che conta oggi ca. 1500 abitanti.
Storicamente il paese è legato alle vicende della Riviera di San Giulio, possedimento dei vescovi novaresi, anche se le sue origini trovano una prima attestazione già in epoca romana. Nel 1928 Pogno, insieme a San Maurizio d’Opaglio e Pella, venne unificato in un unico Comune denominato Castelli Cusiani, per tornare indipendente dopo la Seconda Guerra Mondiale.
La Chiesa Parrocchiale di Pogno, dedicata ai Santi Pietro e Paolo, risale al 1328. La chiesa sorge in posizione elevata, pur se a valle rispetto all’abitato, accessibile attraverso un viale e una scalinata d’accesso che porta al protiro sul quale si aprono tre arcate sostenute da doppie colonne in granito.
La facciata a capanna è affiancata dal campanile in pietra, ricostruito nel 1751. Al Settecento e all’Ottocento sono da far risalire anche la maggior parte dei rimaneggiamenti della Chiesa, il cui interno a tre navate conserva un pregevole battistero aperto da una balaustra in serpentino: il fonte battesimale in pietra è datato 1583.
Pogno oggi è anche noto per far parte, dal 2005, dei “Paesi dipinti”: si tratta di un località italiane in associazione che presentano al mondo i loro muri affrescati, opere sia d’autore che di artisti sconosciuti. I murales di Pogno hanno come tema l’acqua, uno degli elementi vitali per la vita dell’essere umano e anche uno degli elementi dello sviluppo di Pogno e dell’intera zona interessata dallo sviluppo del settore della rubinetteria.
Le opere di Pogno inneggiano all’acqua fonte di vita e di divertimento per chi la ricerca come méta turistica, ma anche all’acqua domata dalle fontane, dal rubinetto o addirittura dalla vasca da bagno.
Un pretesto per portare il visatore nel centro storico di Pogno, ricco di storia, con eleganti edifici dei secoli XVII e XVIII.
Pogno comprende anche le frazioni di Prerro e Berzonno, borghi un tempo legati ad un’economia basata sull’agricoltura e l’allevamento, che hanno conosciuto all’inizio del Novecento uno sviluppo dapprima artigianale poi industriale legato al settore della rubinetteria, ma che non hanno perso la loro affascinante fisionomia tipica dei piccoli centri del Cusio.