

Il Comune di San Maurizio d`Opaglio comprende un territorio che spazia dalle sponde del lago (290 metri s.l.m.) ai ca. 370 metri della Chiesa Parrocchiale di San Maurizio fino ai quasi 500 metri di Briallo, una delle frazioni.
San Maurizio d’Opaglio nasce innanzitutto come parrocchia nel corso del 1500, riunendo le due parrochie di Briallo, a monte, e Lagna, sulle sponde del Lago d’Orta. Nel 1590 la consacrazione della nuova chiesa, edificata su un preesistente oratorio, e dedicata a San Maurizio, santo già venerato a Briallo. Tuttavia il toponimo Opaglio è già attestato nel corso del 1100.
Lagna è la frazione di San Maurizio d’Opaglio che si affaccia direttamente sul lago. Fra le località di San Maurizio è certamente la più antica, e sa ancora offrire al visitatore molta suggestione. Il borgo è cosparso di dimore di nobile aspetto, strutture di impianto semplice arricchite da qualche elemento di decorazione, come colonne in granito o fregi e rilievi.
Una viuzza lastricata conduce al Lago accompagnando il visitatore con spunti emozionanti, come l’antico mulino che si incontra lungo la strada. Dal lago e si può raggiungere uno dei luoghi più suggestivi della costa: Punta Lagna, un lembo di terra che si incunea nelle acque del Cusio, da cui risulta incomparabile la vista sull’Isola di San Giulio e su Orta sulla sponda opposta, e di Pella e Alzo incorniciate dai monti sulla stessa sponda occidentale.
Poco fuori il borgo, un antico ponte romano porta alla strada in salita che conduce a San Maurizio. Continuando a salire si raggiunge la seconda frazione, Briallo, da cui un sentiero, oggi denominato “Il Sentiero degli scalpellini”, sale fino al Santuario della Madonna del Sasso, che domina dall’alto.
Numerose le località e le frazioni comprese dal Comune: Sazza, Pascolo, Opagliolo e Alpiolo si trovano lungo le sponde del lago.
Da visitare, tra Pascolo e Opagliolo, l’Oratorio di San Giulio: secondo la tradizione sorse nella stretta valletta che scende verso il lago dove San Giulio in persona sostò a pregare prima di attraversarne le acque verso l’Isola infestata di serpi, utilizzando il mantello come zattera. Nei pressi della chiesetta una miracolosa fonte, le cui acque guarivano gli ammalati, era méta di pellegrinaggi. La piccola chiesa è preceduta da un portico nel quale si aprono due archi, uno frontale e uno sul lato destro: si tratta di un ampliamento della precedente cappelletta attuato nella seconda metà del 1500, sopo la visita del 1573 da parte di San Carlo Borromeo. Degli affreschi che un tempo decoravano sia il portico che tutto l’interno, rimane solo quello interno sulla parete di fondo, che raffigura la Madonna tre San Giacomo e San Giulio.
Raveglia è invece più a monte e offre un punto panoramico sull’intero paese: si caratterizza per la testimonianza dell’antico mestiere che un tempo dava lavoro ai sanmauriziesi. Porticati e loggiati con la presenza del granito rivelano come lo scalpellino fosse uno dei mestieri più diffusi nella zona nell’Ottocento.
L’economia di San Maurizio cambiò radicalmente nel corso del 1900: all’inizio del secolo l’attività principale vedeva gli abitanti assunti a lavorare nelle cave, soprattutto quelle di Alzo, frazione di Pella, poco distante. Dopo la prima guerra mondiale cominciò invece a svilupparsi l’industria legata al settore della rubinetteria: le prime sorsero a Gozzano, poi a Pogno, raggiungendo San Maurizio negli anni Venti. Da allora, un crescendo di sviluppo industriale ha interessato il settore, soprattutto negli anni Cinquanta. Ancora oggi San Maurizio d’Opaglio è centro del “distretto del rubinetto”: proprio all’attività industriale della rubinetteria e alle tecnologie che nel corso della storia hanno visto l’uomo impegnato nel tentativo di domare l’acqua, San Maurizio ha dedicato il Museo del Rubinetto e della sua Tecnologia.
San Maurizio d’Opaglio sa dunque offrire al visitatore molteplici sfaccettature del Cusio: un turismo attratto dal Lago con le sue spiagge e le sue sponde, fino a quello interessato alle escursioni naturalistiche e montane che partono da Briallo; storia e arte che impregnano le molteplici località che compongono San Maurizio; tradizioni e mestieri che si susseguono nella storia e lasciano la loro eredità in testimonianze visibili o da riscoprire, di tratti della vita degli alpeggi, o di quella degli scalpellini della fine dell’Ottocento, o di quella dell’attività industriale della rubinetteria che oggi identifica questa comunità.